In questo caso clinico, il Dr. Carelli mostra i vantaggi dell’impianto Bicon Short 4.5 x 5 mm nella rimozione di un frammento di una vecchia vite di Tramonte. Grazie alla sua caratteristica sub-crestale e alle dimensioni ridotte, questo impianto offre una soluzione eccellente anche in situazioni di osso limitato.
Gli alesatori manuali a singolo fronte tagliente permettono di preparare l’osso con precisione esclusivamente nella zona palatale, riducendo l’invasività e ottimizzando il risultato. La caratteristica tecnica chirurgica del sistema Bicon consente di adattarsi magnificamente ad ogni situazione trovando soluzioni semplici anche in situazioni difficili.
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Le protesi dentali sono attualmente una soluzione valida per sostituire denti mancanti o per affrontare condizioni di edentulia. Tuttavia, la cavità orale è un sistema dinamico e complesso: i carichiocclusali, gli agenti esterni o altri eventi avversi possono influire sulla funzionalità e stabilità degli impianti, portando alla necessità di un intervento chirurgico di revisione in futuro.
Una delle cause di fallimento è certamente il carico dinamico generato dalle attività orali quotidiane come mangiare, masticare, ecc. L’obiettivo di questo articolo era valutare, tramite un’analisi numerica basata sul Metodo degli Elementi Finiti (FEM), e discutere in modo comparativo, innanzitutto, lo stress e la deformazione di due diversiimpianti dentali utilizzati, e successivamente la loro vita a fatica secondo gli standard comuni di calcolo.
In questa indagine, l’osso mascellare è stato modellato tenendo conto del comportamento sia isotropico che anisotropico. Era composto da regionicorticali e spugnose, considerando una completa osteointegrazione con gli impianti.
Infine, è stato analizzato l’impatto del design degli impianti, delle condizioni di carico e il loro effetto sull’osso mandibolare, basandosi sui risultati numerici ottenuti. Infine, il ciclo di vita degli impianti analizzati è stato stimato secondo le teorie consolidate di Goodman, Soderberg e Gerber, sfruttando i risultati ottenuti dalle simulazioni numeriche, fornendo conclusioni interessanti e utili nella pratica dentale.
Sintesi
Il documento presenta uno studio numerico sul comportamento di due diversi tipi di impianti dentali in termini di stress, strain (deformazione) e resistenza alla fatica. Utilizzando il metodo degli elementi finiti (FEM), lo studio confronta la durata e la resistenza di impianti con design diversi, considerando sia ossa isotropiche che anisotropiche (Isotropico – comportamento meccanico uniforme in tutte le direzioni | anisotropico comportamento meccanico variabile a seconda della direzione). Le simulazioni sono state condotte su due impianti in titanio grado V, di cui uno ultracorto, per valutarne la performance in situazioni di carico statico e dinamico.
Obiettivi dello Studio
Analizzare la distribuzione delle sollecitazioni sugli impianti e l’osso circostante.
Valutare la vita a fatica degli impianti attraverso tre teorie: Goodman, Soderberg e Gerber.
Investigare l’impatto del design dell’impianto, del carico masticatorio e delle proprietà dell’osso sul rischio di fallimento.
Risultati Principali
Gli impianti ultracorti hanno mostrato una distribuzione dello stress più favorevole rispetto agli impianti standard, grazie a un maggiore diametro e alla connessione a cono Morse, che offre una migliore resistenza meccanica.
La fatica dinamica è risultata essere uno dei principali fattori di rischio per il fallimento degli impianti, in particolare nelle aree di connessione tra l’abutment e l’impianto.
Gli impianti soggetti a carichi obliqui hanno mostrato una maggiore concentrazione di stress, con una riduzione significativa del fattore di sicurezza.
Conclusioni
L’analisi evidenzia che il design dell’impianto, in particolare la connessione senza viti e l’uso di impianti ultracorti, migliora la resistenza alla fatica.
Le proprietà anisotropiche dell’osso influenzano significativamente il comportamento meccanico dell’impianto, con un impatto sulla distribuzione delle sollecitazioni.
Sono necessari ulteriori studi, in particolare di tipo clinico, per approfondire i risultati ottenuti e validare le simulazioni numeriche in contesti reali.
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Chairman, National Dental Hospital Ltd., Kathmandu, Nepal
Questo studio esplora l’importanza del fattore di torque nell’implantologia dentale e introduce una nuova classificazione dei sistemi di impianti, basata sull’uso o meno del torque durante l’inserimento e la stabilizzazione della protesi. Viene inoltre analizzata l’importanza della stabilità meccanica primaria e della stabilità biologica per il successo a lungo termine degli impianti.
Contenuti Principali:
Classificazione dei Sistemi di Impianto
Sistemi basati sul torque: Utilizzano il torque per ottenere stabilità meccanica primaria (es. impianti a vite).
Pro: Permettono il caricamento immediato se raggiungono stabilità primaria adeguata.
Contro: Richiedono competenze avanzate e strumenti calibrati per evitare stress sull’osso.
Sistemi senza torque: Non applicano torque durante l’inserimento e si affidano alla stabilità biologica primaria (es. impianti con camere di guarigione).
Pro: Ideali per osso di bassa densità o volumi ossei limitati.
Contro: Non supportano il caricamento immediato e richiedono tempi di guarigione più lunghi.
Implicazioni Cliniche:
Sistemi con torque:
Necessitano di valutazioni preliminari della densità ossea per stabilire il livello di torque corretto.
Elevato torque può causare microfratture o complicazioni nella guarigione.
Strumenti digitali (es. chiavi dinamometriche) aiutano a garantire precisione e a ridurre errori.
Sistemi senza torque:
La mancanza di stabilità primaria riduce il rischio di stress osseo.
Impiegano superfici bioattive che accelerano la guarigione e facilitano l’osteointegrazione.
Questi impianti possono evitare procedure invasive come il rialzo del seno mascellare.
Conclusioni:
Il documento conclude che entrambi i sistemi hanno un ruolo nell’implantologia moderna. La scelta tra un sistema basato sul torque o senza torque dipende dalle preferenze del clinico, dalla qualità dell’osso del paziente e dall’obiettivo di trattamento. Infine, si prevede l’emergere di sistemi ibridi, che combinano i vantaggi della stabilità meccanica e biologica.
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